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domenica 30 luglio 2017

Fine... (?)

Dopo la fine della radioterapia ho deciso di prendere un lungo stop dal blog... Avevo bisogno di smettere di pensare alla malattia e di godermi un po' di ritrovata vita. Ho ricominciato ad andare in palestra, a bere quanche birra ogni tanto, e a vivere le giornate nel modo più normale possibile. Non è stato un periodo semplice, diversi cambiamenti mi hanno profondamente segnato. Ho perso la complicità di persone care, ed ho capito di essere più sola di quello che credessi. Rimettere insieme i pezzi della vita dopo dieci mesi di trambusto non è semplice: non lo dico per piangermi addosso o fare del vittimismo. È la realtà dei fatti. E sentirsi dire frasi come "Mamma mia quanto sei bianca, sembri malata! Perché non vai un po' a mare?" o "Ma perché diamine hai tagliato i capelli così corti?! Erano tanto belli così lunghi e lisci!" non è facile. Vorresti urlare, ma lanci un sorriso di circostanza e vai avanti. E poi ci sono quelli che LA MIA BATTAGLIA È LA TUA BATTAGLIA... Voi li avete più visti?! Io no... Nemmeno un messaggio per chiedere come andassero le cose... 
Ma bando alle ciance, vi racconto un po' come sto. Ho fatto 17 sedute di radioterapia di consolidamento, cioè indirizzata sui tessuti ormai sani ma originariamente colpiti dalla malattia, al fine di ridurre il rischio di recidive. Durante il trattamento ho dovuto fare i conti con dermatiti e ustioni dovute ai raggi, che ho curato con impacchi di cortisone per diversi giorni. Le creme che mi avevano consigliato prima di iniziare non erano servite a nulla. Ora, a distanza di quasi due mesi dalla fine, mi trascino come effetto collaterale una brutta broncopatia causata dall'irraggiamento del mediastino.  Sono settimane che ho tosse e dispnea (cioè riduzione della capacità respiratoria, stimata al 30%)... Spero che queste ennesime settimane di aerosol e cortisone aiutino... 
Mercoledì ho inoltre subito l'intervento per la rimozione del port-a-cath. È stato tutto più lungo e cruento del previsto, perché l'amico aveva trovato il mio petto così confortevole da farsi ben ricoprire da abbondanti tessuti. E ci è voluto un po' per "strapparlo via" da dove era. Questo scherzo mi è costato ben 13 punti di sutura, tra interni ed esterni, a differenza degli 8 della scorsa volta. Insomma, un cerotto enorme sotto la clavicola in piena estate non è facile da gestire. E poi ho il braccio scemo perché la ferita fa ancora un po' male... Con un po' di pazienza supererò anche questa, e chissà magari (coperta di protezione 50) riuscirò anche ad andare un po' a mare!
Ora non resta che aspettare la PET di ottobre ed i successivi controlli... Sperando che sia veramente la fine di questa storia... 



sabato 25 febbraio 2017

QUESTIONS & ANSWERS: Rispondo alle vostre domande...

Vorrei innanzi tutto ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto in queste settimane, per pormi qualche domanda o semplicemente per raccontarmi la loro storia. Mi fa molto piacere leggere di chi, come me, ha vissuto o sta vivendo il duro viaggio della Chemioterapia. Di seguito ho raccolto alcune tra le domande più frequenti che mi sono state poste, o semplicemente quelle che mi hanno incuriosito di più; per ciascuna una breve risposta, per evitare che questo post diventi IMMENSO. 😅

  • COSA E' UN LINFOMA? COME SI "CONTRAE"?
Il linfoma è un tipo di tumore che colpisce il sistema linfatico, ovvero l'insieme delle strutture che formano il sistema immunitario del nostro organismo. Il sistema linfatico è costituito da linfonodi (o ghiandole linfatiche), milza e midollo osseo, e il linfoma può svilupparsi in ognuno di questi. I linfomi si distinguono in due macro-categorie: il linfoma di Hodgkin (LH), ed il linfoma non Hodgkin (LNH). Il primo (quello che mi è stato diagnosticato) è frequente soprattutto tra i 20 e i 30 anni. Il LNH è un tumore maligno che origina dai linfociti, cellule principali del sistema immunitario presenti nel sangue, con massima incidenza tra i 50 ed i 60 anni. I tumori non si contraggono come un'influenza, e per il LH non è possibile riconoscere fattori di rischio specifici, tranne forse il virus di Epstein-Barr (l’agente responsabile della mononucleosi) che è spesso riscontrato nei pazienti con linfoma di Hodgkin. Come per altre malattie tumorali, vi sono anche fattori di rischio di tipo ambientale come l’esposizione a pesticidi ed altri agenti chimici e a radiazioni ionizzanti. ALCUNI dei medici che mi hanno avuta in cura sostengono che il mio lavoro (in un laboratorio chimico) possa aver inciso sull'insorgenza della malattia.
  • COME HAI SCOPERTO IL TUMORE?
Ho già parlato di questo in un mio precedente post che trovate QUI. Ci sono voluti quasi 5 mesi per capire a cosa fossero dovuti quegli strani sintomi che avevo, e per scoprire che erano tutti collegati tra loro. Dopo la sospetta diagnosi, sono state necessarie delle conferme diagnostiche. La più importante, per una determinazione certa del tipo di linfoma, è la biopsia linfonodale, ovvero l'asportazione chirurgica di una ghiandola linfonodale ed la sua successiva analisi istologica. L'intervento per la biopsia può essere più o meno invasivo a seconda della localizzazione del linfonodo da asportare. Nel mio caso ce n'erano diversi molto superficiali sul lato destro del collo, quindi l'intervento è stato fatto in ambulatorio ed in anestesia locale; se la posizione del linfonodo è più "interna" saranno necessarie una sala operatoria ed una anestesia totale. Poi sono necessari una serie di esami per determinare localizzazione ed estensione della malattia: per questo motivo sono stata sottoposta ad ecografie, RX al torace, PET, TAC con e senza mezzo di contrasto. Infine, è necessario controllare che la malattia non abbia colpito il midollo osseo... Per far questo ci si deve sottoporre ad una biopsia del midollo, che viene effettuata in anestesia locale, in ambulatorio, prelevando una piccola porzione di osso piatto (bacino o sterno) con un apposito aggeggio, che a me sembrava simile ad un cavatappi. 😆
  • PERCHE' IL LH E' DEFINITO UN "TUMORE BUONO"?
Beh, un tumore (per quanto "facilmente" curabile) è sempre un tumore e come tale non va sottovaluto. Tuttavia, rispetto a diversi altri tipi di cancro, il LH ha delle percentuali di guarigione piuttosto elevate, superiori al 70%. Non per questo non ho avuto (e non ho) paura di morire, o paura che la malattia torni più forte di prima.
  • COSA E' IL "PROTOCOLLO ABVD"? COME VIENE SOMMINISTRATA LA CHEMIOTERAPIA?
ABVD è il protocollo chemioterapico attualmente più usato per la cura del LH. La sigla deriva dalle iniziali dei nomi dei farmaci che la compongono: adriamicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina. A seconda dell'estensione e dell'aggressività della malattia, vi si può affiancare o meno la radioterapia. Questi farmaci si somministrano per iniezione in vena. Ciò si può fare con una semplice flebo, inserendo un ago nel braccio, ma per evitare l’effetto fortemente irritante di alcune sostanze alle vene periferiche più sottili e delicate, spesso si ricorre al port-a-cath. Di questo simpatico amico vi ho già parlato QUI. Si tratta di un piccolo dispositivo introdotto sotto la cute del torace, costituito da un serbatoio con una parete perforabile da appositi aghi, ed una cannula di plastica che s’inserisce in vena (succlavia o giugulare). Alla terapia vera e propria, si affianca un mantenimento domestico, utile a proteggere da eventuali infezioni e a salvaguardare l'apparato digerente. Io ho assunto regolarmente protettori gastrici, antiemetici, ed antibiotici. 
  • LA CHEMIOTERAPIA PROVOCA STERILITA'? 
Le cure per il LH possono compromettere la fertilità futura. Sia gli uomini che le donne rischiano la sterilità: per questo talvolta viene consigliato il congelamento dello sperma o degli ovociti. Durante le cure io ho preferito "mettere a riposo" le ovaie mediante una cura ormonale, per fare sì che la terapia non le colpisca e non le danneggi. 
  • UMORE E CHEMIOTERAPIA. IL TUO RAPPORTO CON PARENTI ED AMICI E' CAMBIATO? 
Durante le terapie, ed anche ora che sto muovendo i primi passi nel mio processo di follow-up, il mio umore è piuttosto ballerino. Spesso devo fare i conti con paure ed ansia. In questi momenti spesso preferisco star sola, ma ho capito che parlare della mia condizione con "le persone della mia vita" mi fa davvero bene. Fondamentale per me è stato anche scrivere, sia qui che su carta. Inoltre, so che se non avessi avuto l'opportunità di instaurare un rapporto così vero, profondo e sincero con medici ed infermieri probabilmente non avrei affrontato le terapie (per quanto possibile) con il sorriso. 
  • LA TUA VITA E' CAMBIATA? 
La mia vita è radicalmente cambiata durate la terapia. Io, sempre indipendente e poco abituata a delegare, mi sono ritrovata ad aver bisogno di aiuto anche per le piccole cose. La terapia mi ha reso per qualche mese debole, stanca, sempre affaticata. Ora che sono sulla via della risalita, mi rendo conto di essere diventata più individualista: vengo prima io, poi tutto il resto e tutti gli altri. Faccio quello che sento, cercando di sfruttare al 100% ogni singolo giorno.

mercoledì 15 febbraio 2017

Cosa succede al corpo dopo la fine della Chemioterapia?

La fine della terapia, così come l'inizio della stessa, sono state delle belle batoste per il mio corpo. A circa 15 giorni dall'ultima infusione, sto vivendo su me stessa un veloce cambiamento... Alcuni effetti sono tangibili! Prima cosa su tutte, sento di star recuperando piano piano le energie: "più ti muovi e prima ti sentirai meglio" mi aveva detto la mia Dottoressa, ed ho seguito il suo consiglio. Oltre che a far bene all'umore, il movimento velocizza il metabolismo e favorisce l'eliminazione delle tossine derivanti dai chemioterapici, migliora l'attività cardiaca, e stimola il midollo osseo. Quest'ultimo effetto è estremamente importante: tutti coloro che sono sottoposti a chemioterapia dovranno fare i conti prima o poi con l'immunodeficienza e quel simpaticone di Zarzio, altrimenti detto fattore di crescita per la produzione dei neutrofili. I globuli bianchi, importantissimi per proteggerci da infezioni di qualunque tipo, vengono prodotti proprio nel midollo osseo: stimolarlo con una costante e moderata attività fisica favorisce la ripresa del sistema immunitario. Io, per mia fortuna, non ho mai dovuto affrontare febbre o influenza nel corso della terapia, ma questa non ha tardato ad arrivare una decina di giorni fa, e con il sistema immunitario un po' bastonato non è stato facile debellarla. In meno di un mese è anche ritornato alla normalità il mio ciclo mestruale: le mie povere ovaie si sono vendicate dello sbattone a cui le ho sottoposte nei mesi di terapia con opportuni crampi e dolori 😓. Ho comunque seguito i consigli dei miei medici, ed ho immediatamente fatto una visita dal ginecologo per controllare la situazione. Consiglio di fare lo stesso a tutte le ragazze che, come me, nonostante la chemioterapia, non hanno perso la voglia di avere una famiglia. Insomma, mi è stato detto che è normale che le prime mestruazioni siano più dolorose del solito, meno abbondanti, etc... Un altro pensiero in meno per me!!! 😊 C'è inoltre la questione concentrazione e memoria: mi è capitato speso durante i mesi di terapia di fare i conti con la memoria che fa cilecca o con la difficoltà di portare a termine un compito senza distrarmi. Ho recentemente scoperto che questo è un effetto collaterale piuttosto comune di alcuni farmaci chemioterapici come la Doxorubicina (presente nel mio protocollo di cura). Si chiama "ChemoBrain", e diversi studi dimostrano che persista per diversi mesi dalla fine delle cure. Diventare "scordaroli", quindi, non è solo legato all'ansia dei controlli o allo stress psicologico dell'inseguimento della guarigione, ma all'azione di alcuni farmaci sul sistema nervoso centrale. In questa pubblicazione su Clinical Neurophysiology ci sono ulteriori dettagli: Neurophysiology of chemotherapy-associated physical and mental fatigue: A study of chemobrain..
Inoltre, sto notando su me stessa una graduale ma lenta perdita di peso. Il gonfiore tipico del cortisone (che aveva trasformato la mia faccia in un pallone nel giro di un paio di settimane) è già andato via. Ora, grazie anche all'uso costante di tisane drenanti e di cibi sani, sto riacquistando le mie "dimensioni normali", perdendo un po' di liquidi accumulati. NIENTE DIETA o cose strane, sto semplicemente seguendo un regime alimentare sano e bevendo tanto. Mangio regolarmente pasta e pane, alterno carne e pesce, e non mancano mai almeno due porzioni di verdura al giorno. Per spuntino frutta (anche secca) e yogurt. Questo menù non l'ho inventato io, ma è frutto dei preziosissimi consigli della mia ematologa.
Veniamo ora al sofferto argomento capelli. Come già vi ho scritto in qualche post precedente, nel mio caso hanno iniziato a crescere già durante la seconda metà della terapia. La prima peluria, molto simile a quella che ricopre la testa dei neonati, ho dovuto tagliarla per permettere al capello stesso di crescere più spesso e resistente. E così sta accadendo: sono scurissimi, molto più folti di prima, e piuttosto spessi! 💙 Sono un orgoglio, e li coccolo come meglio posso, Da circa 5 settimane uso uno shampoo ultradelicato preso in farmacia (Shampoo Kerium dolcezza estrema), senza parabeni o altre sostanze che possono irritare il mio povero cuoio capelluto già sottoposto ad uno stress non indifferente. Nel mio caso, poi, l'uso di integratori per uso topico sta dando ottimi risultati. Insomma, ci vuole pazienza, ma i capelli ritornano più belli di prima. Sto per congedare la mia amica pelosa Marushka, preziosissima alleata nei miei mesi Mastro Lindo, e ne sono felice: è l'ultimo passo che manca per riprendere del tutto in mano la mia vita.

Vi ricordo nuovamente che nei prossimi giorni preparerò un post per rispondere alle vostre domande! Scrivetemi pure nei commenti o tramite mail, e cercherò di rispondere a tutti nella speranza di poter dare a chi mi legge lo stesso aiuto e la stessa forza che ha dato a me la lettura di altri blog. 


venerdì 13 gennaio 2017

Settimo giorno di Chemio... -1! 💪

Sono ad un passo dal traguardo, e sono pervasa da una felicità che non avrei mai creduto di poter provare. In alcuni momenti il giorno della diagnosi mi sembra lontano anni luce, mi sembra passata un'eternità da quando la mia vita era "normale", da quando andava tutto liscio. In altre occasioni, invece, questo percorso sembra essere volato, nonostante le difficoltà, le sofferenze, i capelli perduti, e le forze che pian piano ritornano. Ieri, dopo la terapia, sono stata traghettata a sorpresa alla visita di consulenza radioterapica... Mi era stato detto di ritirare il foglio di prenotazione, ed invece mi sono ritrovata davanti al medico a ripercorrere il mio cammino dal 30 Settembre ad oggi. Decidere sul da farsi, se sottopormi, cioè, a qualche seduta di radioterapia, è una decisione che sta dettando un po' di scompiglio tra i vari medici. A quanto ho capito, il mio caso risulta borderline nella classificazione delle linee guida nazionali ed internazionali, e questo mette gli oncologi davanti a dubbi amletici. Staremo a vedere... A dirla tutta, preferisco che facciano tutto quello che gli pare ora, piuttosto che correre il rischio di ritrovarmi tra qualche tempo davanti a Mr. Hodgkin per la seconda volta. La nottata post-chemio non è stata semplice: gli effetti collaterali si stanno acuendo dopo le ultime sedute: mal di testa, dolori a mani e ginocchia, nausea... Per fortuna dopo qualche ora sono riuscita ad addormentarmi. Oggi va molto meglio, ma mi sento un po' stanca.

Questo 2017 appena iniziato DEVE essere un grande anno, e sarò io a renderlo tale, a trasformarlo in un anno grandioso e ricco di gioie. Prima di tutto perché me le merito... E poi anche perché da tutta questa esperienza ho capito che SONO CAPACE DI GRANDI COSE. 💜

C'è solo un ultimo passo da fare: salutare la mia parrucca Marushka. Spero di riuscire per Febbraio, sperando che i capelli non smettano di crescere proprio adesso. 

VIVERE E' BELLISSIMO... 


lunedì 5 dicembre 2016

Cosa ho imparato...

5 Dicembre 2016: 65 giorni fa mi veniva diagnosticato il cancro. Non sono un'eternità, ma in questi giorni ho imparato un'infinità di cose. Prima su tutte, ho capito che le cose vanno chiamate col loro nome. Inutile trovare termini "edulcorati" o inutili sinonimi: ho un tumore, e chiamarlo brutto male o cattiva malattia non cambierà le cose. Prendere confidenza con questo termine mi ha aiutato in primo luogo ad averne meno paura, a sapere come "maneggiarlo", e ad usarlo con cura. E' una parola che va usata con circospezione, e con cognizione di causa. Con un tumore non si scherza... Non si sottovaluta. Un tumore sconvolge, sia te, sia chi hai intorno. Ed è in quel momento che capisci cosa (e chi) davvero serve e cosa no. Durante la chemio le forze sono sempre meno, ed i pensieri sempre di più: le poche energie che rimangono ho deciso di usarle per ciò che davvero ne vale la pena. Niente più discussioni inutili, niente liti, basta rincorrere chi non ti vuole. Ho deciso (con non poche sofferenze) di buttare via tutto quello che non serve, di abbandonare le strade senza uscita e le discussioni senza capo né coda. Ho imparato che il tempo è prezioso, soprattutto quello trascorso con me stessa. I momenti passati a prendermi cura di me, a correre nel parco o a farmi le unghie, a leggere sulla spiaggia o a bere un caffè nel mio bar preferito, sono i più importanti. Sono i momenti in cui ti trovi a fare i conti con te stessa, in cui sai che sotto quella parrucca scintillante, il mascara e l'eyeliner, ci sei tu... Con i tuoi capelli da pulcino spennacchiato e le tue cicatrici. Mi manca sentirmi bella: mi mancano i miei lunghi capelli, mi turba ancora vedere la cicatrice della biopsia sul collo, e giro lo sguardo quando mi specchio e vedo il port sotto la mia clavicola destra. In 65 giorni sono stravolta, nel fisico e nella testa, sono una persona completamente diversa. Chissà, forse sarò "bella" in un modo diverso...
A chi non piaccio più, beh... Può andarsene al diavolo. Ogni giorno faccio un passo verso la mia rinascita, verso la mia ritrovata vita, e chiunque mi ostacoli in questo non è più ben accetto al mio fianco. 


giovedì 1 dicembre 2016

Quarto giorno di Chemio

Eccoci qua, il secondo ciclo è finito... Che sia metà o un terzo del percorso terapeutico (lo saprò la prossima settimana, credo, dopo la PET) è comunque un ottimo traguardo. Sono sollevata, più combattiva che mai, e sto meglio. Oggi la terapia è stata particolarmente serena: in sala con me altri due ragazzi alle prese con Mr. Hodgkin. Angelo (all'alba del secondo ciclo) ed Anna (alla sua dodicesima ed ultima infusione). Due persone speciali, ciascuno con la propria storia e le proprie emozioni. Parlare con chi sta attraversando il tuo stesso percorso è quanto di più stimolante un malato possa fare. Confrontarsi su sintomi, sensazioni, o semplicemente raccontare la propria avventura fa sentire immediatamente compresi. Prima di tornare a casa piccolo consulto con la "mia" adorata Dottoressa B. "Sei troppo tesa" -mi ha detto- "devi vivevrtela serenamente". Come darle torto: ci provo con tutta me stessa a farlo. Ma niente, sono un tipo nervoso... Lo yoga mi serve proprio a questo! 😂😂😂 Abbraccio e qualche lacrima con Anna quando è andata via: per quanto abbia trascorso delle splendide ore in reparto con lei, le auguro di non vederla più li dentro. Vorrei per lei tutto il meglio!!! 💚🎈
Approfitto di questo post per ricordare a tutti voi che sono aperte le donazioni AIL fino al 18 Dicembre tramite SMS al 45518! Donate per sostenere il progetto Day Hospital nei Centri Ematologici italiani. Per info su come donare clicca qui: Sostieni AIL. Per ogni malato è estremamente importante continuare a vivere la propria quotidianità, per quanto possibile. Vi ringrazio in anticipo per il vostro sostegno.

PS: Shhhh, non gridiamo troppo, ma i miei capelli stanno lentamente ricrescendo... 🙃 NIENTEDIMENOCHE 1.2 cm (li ho misurati col righello, si...) 😒😒😒



domenica 13 novembre 2016

No. No. No.

Dopo 5 giorni di libertà, di risate, di sorrisi e di coccole... Ecco che vengo ri-sbattuta nella realtà.  Son dovuta ritornare, quasi di peso, a casa dei miei. Ho rimandato fino all'ultimo la valigia, l'idea di dover lasciare casa mia almeno per un'altra settimana, DI NUOVO, mi ha davvero intristito. Domani si torna in ospedale, per un tour de force non da poco: visita di controllo, esami del sangue pre-terapia, e intervento per l'impianto del port. COMBOOOOO!!! E poi, se domani avrò l'ok, potrò testare il mio "fantastico" e nuovissimo port nella Chemio fissata per mercoledì. Inutile usare mezzi termini: mi sto cagando sotto. Spero davvero che questo sia l'ultimo "tagliuzzamento" e che poi vada tutto liscio, con la consueta terapia ogni 14 giorni e null'altro. E soprattutto, mi auguro di cuore che, per quanto concerne l'intervento, ne valga la spesa per l'impresa: spero che l'inevitabile dolore del post-operatorio sia ricambiato da tempi di terapia meno estenuanti e meno dolore alle vene per i prossimi mesi.
Pensando alle cose belle: sono stata davvero bene in questi giorni di vita "normale": ho rivisto i miei amici, mi sono lasciata coccolare dal mio compagno con cenette e bevute (analcoliche), sono stata nel mio adorato ufficio (se pur per poche ore), ed ho mangiato/dormito/cazzeggiato senza che nessuno stesse ad osservare quello che facevo. Resterò attaccata a questi giorni felici domani, mettendoci tutta la forza che ho per rimettermi presto e poter tornare velocemente alla mia SPLENDIDA vita.


giovedì 10 novembre 2016

Un po' di vita, finalmente! ㋡

Che bello! Questa settimana niente ospedale, niente medici, niente visite, niente pensieri... Sono "scappata" a casa mia, sono tornata alla mia città ed alla mia vita, almeno fino alla fine della settimana. La prossima mi toccano visite di controllo e Chemio... Mercoledì prossimo sarà il giro di boa, la penultima seduta prima della PET intermedia, un'altra mazzata importante a Mr. Hodgkin. Sono carica a pallettoni, forse anche a causa di un po' di rabbia che porto dentro da un paio di giorni. Ho scoperto, infatti, che per quanto io stia "bene" (senza disturbi particolari, intendo...), non posso tornare a lavoro, almeno fino al termine delle cure. Un laboratorio chimico, e la potenziale esposizione a sostanze pericolose, potrebbe compromettere i tempi ed i modi della mia guarigione, nonché provocare problemi legali ai miei datori di lavoro. MERDA. Ci tenevo davvero tanto a tornare alla mia scrivania, nel mio ufficio, alle mie cose, anche se solo a settimane alterne. Dovrò pazientare qualche mese, e lavorare da casa. Mi godo, comunque, qualche giorno della vita che ho sempre vissuto, lasciando per quanto possibile Mr. Hodgkin nel dimenticatoio.

Colgo l'occasione per ringraziarvi, a 30 giorni dall'apertura di questo blog, per le tante tante visualizzazioni e per i vostri commenti. Le vostre parole mi danno una forza ed una gioia incredibile: sapere, per quanto possibile, di essere utile a qualcuno nella mia stessa situazione, che sia per uno sfogo o per un momento di confronto con chi vive la medesima situazione, mi rende felice.

GRAZIE!!!



lunedì 31 ottobre 2016

Sull'attenti soldato Mary!

Signore e signori, l'ho fatto. Appuntamento con il parrucchiere alle 11.30, con Marushka (la mia parrucca) al seguito. Saletta privata, forbici e... ZAC! Via la treccia. Poi una decina di minuti di macchinetta e via tutto. Dopo il topo morto trovato sulla federa stamattina, non potete capire che sollievo veder andare via i capelli tutti insieme. Ho scoperto, con mia grande sorpresa, di avere un cranio pressoché perfetto. Rotondo e liscio, a detta del parrucchiere. Balsamo idratante e parrucca calzata. Sono uscita dal negozio come se avessi fatto taglio e piega, e sono andata a passeggio a fare commissioni. Nessuno dei miei conoscenti ha notato nulla. SOLLIEVO. Appena arrivata a casa ho chiamato il mio compagno D. che mi ha risposto al telefono dicendo: "Agli ordini, Soldato Mary!". Quando mi guardo allo specchio penso ancora a quella frase e rido fortissimo. Stasera, dopo la mia quotidiana pratica yoga, ho fatto la mia consueta doccia. L'acqua calda che massaggia la testa è una sensazione meravigliosa. Una passata di asciugamano e via! Pronta! Niente phon per 40 minuti né piastra: Marushka è e sarà sempre in piega perfetta. Non vi nascondo che stamattina ero spaventata, ma ora sono sollevata di averlo fatto.
I AM SEXY AMD I KNOW IT! 😉


Addio, addio... Amici addio!

Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, ma non mi aspettavo sarebbe successo tutto così all'improvviso. È da circa una settimana dopo la chemio che ad ogni doccia e ad ogni colpo di spazzola la quantità di caduti in battaglia aumentava gradualmente. Stamattina mi sono svegliata con uno strano formicolio in testa, che non lasciava presagire nulla di buono... Nel giro di poche ore IL DISASTRO: ho iniziato a perdere capelli a grosse ciocche, senza nemmeno toccarli. Ho trovato mazzetti arruffati sulla maglia, sui cuscini, per terra... Fino a sera mi sono ritrovata con un buco di un paio di centimetri al centro della testa. Domani credo dovrò rasarmi, e tirare fuori le attrezzature messe da parte in queste settimane. Sguinzaglierò parrucca, foulard e cappellini! Per quanto ne sia cosciente, l'idea della testa lucida mi crea profondo disagio, e so che non sarà un momento facile da affrontare. Ho paura.
Ho deciso di donare la mia lunga treccia di 30 cm (prima che scompaia) ad una associazione che si chiama Un Angelo Per Capello (www.unangelopercapello.it), nella speranza che il mio piccolo dramma interiore possa essere di aiuto a qualche altra donna nella mia stessa situazione per la quale l'acquisto di una parrucca risulti troppo oneroso. Spero che qualcuna tra le lettrici di questo post possa fare lo stesso: basta una sola ciocca. ♡
Intanto, nella mia probabile ultima notte con dei capelli in testa, cerco di addormentarmi il più serenamente possibile, canticchiando ADDIO (o meglio arrivederci) alla mia treccia!


sabato 15 ottobre 2016

Di capelli, turbanti & parrucche...

A 3 giorni dalla prima infusione, considerata la debolezza leggendaria dei miei capelli che ha sfidato (vincendo) qualunque Crescina e fialetta rigenerante, ho deciso di iniziare a cercare qualcosa per coprire la mia imminente, lucida pelata.
Non voglio convincermi di far parte di quel 0.5% dei malati di cancro che non perdono i capelli durante la chemioterapia... Inutile coltivare false speranze! Stamattina sono andata in un negozio di parrucche: lungo la strada mi sentivo scettica e scoraggiata, come se stessi per trasformarmi in un manichino dai capelli plastificati. Invece, con mia enorme sorpresa, mi sono ritrovata a cambiare pettinatura 10 volte in due ore, divertendomi da morire! Le "protesi tricologiche", come le chiamava il bravissimo commesso che mi a seguito nell'acquisto e nella scelta, sono molto diverse dai travestimenti per Carnevale che avevo sempre visto prima di questo momento. Vi posso assicurare che nessuno sarebbe in grado di accorgersi che si tratta di qualcosa di posticcio! Ho scelto un'acconciatura praticamente identica a quella che ho al momento, in taglio e colore. Solo chi sa potrà accorgersi della differenza.
Ho scelto una soluzione di questo tipo, oltre al semplice turbante, perché (specie sul posto di lavoro) non voglio indossare la divisa da "malata", ma mantenere la mia immagine di sempre. Questo atteggiamento non è dettato dal mio voler apparire "donna strafiga ed invincibile", quanto piuttosto dal mio odio profondo verso espressioni del tipo "Poverina!", "Mi dispiace!" e via dicendo.
Pervasa dalla follia dello shopping, in piena febbre da striscio di carta di credito, ho anche comprato un bellissimo foulard da annodare in testa, a disegni geometrici fucsia, rosa ed arancio. Ci tengo a specificare che si tratti di un foulard colorato, visto che sono 9 anni che indosso SOLO abiti neri. E' una mia stranezza, un mio segno distintivo, qualcosa che mia madre ed il mio compagno odiano profondamente, ma che io adoro... Tuttavia ho scoperto, leggendo in rete blog ed articoli, che indossare colori sgargianti aiuta a distrarre l'occhio dalla mancanza di capelli, e quindi mi sono convinta! Devo dire, per altro, che mi sta molto bene... 
Bisogna colorare questo percorso! 

"Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro".   
[Alda Merini]